Voci LGBT+ dell'Africa Centrale e Occidentale

Negli ultimi mesi, discorsi d'odio, disinformazione e violenza sono diventati la norma per le persone LGBT+ nell'Africa Centrale e Occidentale francofona. Paesi che una volta erano considerati relativamente sicuri, stanno ora vivendo un'ondata di violenza omofobica e transfobica. Negli ultimi anni, i governi di diversi paesi della regione hanno introdotto o esteso leggi anti-LGBT+, comprese nuove misure di criminalizzazione in Senegal, Mali e Burkina Faso.

Questa crisi in escalation costringe le comunità LGBT+ a sopportare una costante paura e incertezza. Vivono in situazioni precarie dove la sicurezza sembra irraggiungibile e la minaccia della violenza incombe ogni giorno. Le loro storie, le loro paure e le loro speranze spesso non vengono raccontate. Ma adesso basta! Vogliamo superare le barriere linguistiche e mettere in luce le loro realtà vissute, amplificare le loro voci e mobilitare un supporto globale per la loro lotta per l'uguaglianza.


Esplora le loro storie e passa all'azione per sostenere la loro lotta per l'uguaglianza.

Qual è la situazione attuale delle persone LGBT+ in Africa Centrale e Occidentale?

Clicca sulle mappe per saperne di più sui contesti dei paesi qui sotto e passa all'azione firmando le petizioni.

Camerun

«In Camerun le minoranze sessuali vengono uccise e imprigionate.


La legge è molto crudele qui e ci sono tantissimi omofobi a partire dalle nostre rispettive famiglie. Ho subito abusi da adolescente fino ad ora e sono stato rifiutato dalla mia famiglia al punto che volevano che morissi. Nel mio campo professionale c'è sempre discriminazione».
- Olivier dal Camerun

«Non è davvero facile per i membri della comunità; siamo vittime di stigma, rifiuto e umiliazione.


La società definisce le persone LGBT+ pazze, possedute. Vengono gettate in prigione senza nemmeno essere ascoltate dalle autorità giudiziarie. Solo a causa di ciò che la nostra società definisce tabù, le persone non sono libere di vivere la loro vita come desiderano».
- Anonimə dal Camerun

Quali sono le tue maggiori paure come persona LGBT+ o alleata della comunità?


«Le mie paure sono molteplici, ho paura di essere rifiutato dalla mia famiglia, ho paura che la mia comunità (la mia tribù, la mia chiesa, il mio coro, i gruppi associativi di cui faccio parte) scopra chi sono veramente, ho paura di finire in prigione solo perché ho voluto esprimere i miei sentimenti a uno dei miei pari».
- Anonimə dal Camerun

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Desidero una vera uguaglianza di opportunità per tutte le persone, un mondo in cui ciascuna persona possa vivere autenticamente senza dover fingere di essere qualcun altro. Spero che i nostri leader adottino misure per proteggere la vita e le scelte di ogni cittadino in modo equo, senza discriminazioni o stigma. Meritiamo l'accesso a cure sanitarie di qualità e una società che ci rispetti ovunque ci troviamo».
- Anonimə dal Camerun

«Le mie speranze includono generalmente tolleranza, riconoscimento e protezione legale, con l'abrogazione delle leggi discriminatorie e l'attuazione di misure contro le discriminazioni».
- Franck dal Camerun

Il Camerun criminalizza le attività sessuali tra persone dello stesso sesso, sia uomini che donne. Le pene includono una pena massima di cinque anni di reclusione e una multa. Esistono prove sostanziali dell'applicazione regolare della legge negli ultimi anni, e le persone LGBT+ sono regolarmente soggette a discriminazione e violenza.

Leggi di più qui (in francese).

Costa d'Avorio

«Le persone LGBT+ sono costantemente minacciate in Costa d'Avorio.


È davvero spaventoso perché sono sempre vittima di molestie e insulti per strada, e non è facile. Sono stato picchiato. Ho cicatrici dappertutto sul corpo, sul viso, sullo stomaco ovunque. Davvero stiamo soffrendo molto».
- Bill dalla Costa d'Avorio

Quali sono le tue più grandi paure come persona LGBT+ o alleata della comunità?


«Essere odiato da tutti».
- Kaboul dalla Costa d'Avorio

«In questo momento, le nostre paure più grandi sono:
1. essere picchiati, attaccati o addirittura linciati;
2. subire l’esclusione sociale a causa dell’attuale crisi anti-LGBT+;
3. perdere il lavoro a causa della discriminazione basata sull’orientamento sessuale;
4. essere ripudiati dalle nostre famiglie».
- Brice dalla Costa d'Avorio

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Essere rispettate e accettate per ciò che siamo».
- Dydy dalla Costa d'Avorio

«Desidero che la nostra situazione migliori e che possiamo essere accettate».
- Kaboul dalla Costa d'Avorio

In Costa d'Avorio, gli atti sessuali consensuali tra adulti dello stesso sesso non sono mai stati criminalizzati, ma la discriminazione è diffusa.

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Niger

«La situazione è molto dura: le persone LGBT+ sono emarginate e stigmatizzate a tutti i livelli,


all’interno delle famiglie, nella vita sociale e da leader religiosi e tradizionali».
- Anonimə dal Niger

Quali sono le tue maggiori paure come persona LGBT+ o alleata della comunità?


«Le nostre paure sono numerose:

• la mancanza di rispetto e le discriminazioni contro le persone LGBT+;

• la disoccupazione che colpisce le persone LGBT+ a causa del loro orientamento sessuale».
- Anonimə dal Niger

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Divenire più forti per difendere i nostri diritti come cittadini e garantire l'accesso alle cure in tutti i centri sanitari senza discriminazioni né stigma».
- Anonimə dal Niger

In Niger i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso non sono mai stati criminalizzati. Tuttavia, nel febbraio 2026, è stata segnalata l'introduzione di un nuovo Codice penale che punisce le relazioni consensuali tra persone dello stesso sesso, sia tra uomini che tra donne. Tali rapporti sono ora punibili con la reclusione da cinque a dieci anni e con una multa.

La legge prevede inoltre pene detentive fino a 20 anni per i matrimoni tra persone dello stesso sesso e per il coinvolgimento in organizzazioni o associazioni LGBT+. Di conseguenza, le persone LGBT+ si trovano ad affrontare una crescente discriminazione, nel costante timore di arresti e procedimenti penali.

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Repubblica Democratica del Congo

«La situazione delle persone LGBT+ nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) è caratterizzata da una complessa combinazione di discriminazione sociale, politica e culturale. Sebbene l'omosessualità non sia esplicitamente criminalizzata dal Codice Penale congolese, le minoranze sessuali e di genere vivono sotto costante minaccia. Le persone LGBT+ subiscono violenza fisica, psicologica e verbale, sia nella sfera privata che in quella pubblica.

Atti di molestia, aggressione e a volte stupro correttivo sono comuni e spesso rimangono impuniti». Sirius dalla Repubblica Democratica del Congo

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Nonostante le numerose sfide che affrontiamo, ho speranze concrete per un futuro in cui i diritti delle persone LGBT+ saranno rispettati e protetti nella Repubblica Democratica del Congo. Queste speranze si basano sui progressi compiuti in altre regioni, sugli sforzi locali e sulla resilienza della nostra comunità».
- Sirius dalla Repubblica Democratica del Congo

In Repubblica Democratica del Congo gli atti sessuali consensuali tra adulti dello stesso sesso non sono mai stati criminalizzati, ma la discriminazione si è acuita. C'è stata una forte repressione nei confronti delle persone LGBT+.

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Burkina Faso

«Caccia alle streghe, paura, violenza, emarginazione, ingiustizia, non riesco a elencare tutto ciò che stiamo affrontando.

La situazione delle persone LGBT+ è molto preoccupante nel mio paese». Anonimə dal Burkina Faso

Qual è la situazione attuale per le persone LGBT+ nel tuo paese?


"In veste di Direttrice esecutiva di FEV (Femme Espoir et Vie), un'organizzazione gestita da e per donne lesbiche, bisessuali e queer (LBQ) nel Burkina Faso, ho assistito a un preoccupante deterioramento della situazione delle persone LGBTQI+ a partire dalla criminalizzazione dell'omosessualità.

Questa legge ha rafforzato lo stigma, la discriminazione e le minacce contro le persone LGBTQI+. La nostra comunità ha documentato diversi casi di arresti arbitrari, convocazioni in commissariato con falsi pretesti e segnalazioni di presunti rapimenti da parte di uomini mascherati ai danni di persone percepite come LGBTQI+.

Anche la nostra organizzazione si trova ad affrontare sfide crescenti per garantire la sicurezza dei propri membri e continuare le sue attività di supporto. Oggi la sfida principale consiste nel garantire la protezione e il benessere delle persone LGBTQI+ in un ambiente sempre più ostile." – Sandrine dal Burkina Faso

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"La situazione delle persone LGBT+ in Burkina Faso è estremamente preoccupante oggi. Oltre allo stigma sociale e alla discriminazione, in moltə vivono nel terrore a causa di minacce, intimidazioni, arresti arbitrari, sparizioni e della mancanza di una tutela efficace."- Angels from Burkina Faso

Quali sono le tue più grandi paure come persona LGBT+ o alleata della comunità?


«Temo che un giorno il fatto che io sia gay possa mettere la mia famiglia in grande pericolo. Poiché vengono effettuate indagini sulle persone sospettate di essere LGBT+ e queste sono esposte alla violenza». - Anonimə dal Burkina Faso.

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«La mia paura più grande è quella di essere arrestata, aggredita o presa di mira a causa del mio orientamento sessuale, reale o percepito, e del mio impegno a favore dei diritti delle persone LGBTQI+. Temo anche per la sicurezza dei membri della nostra organizzazione, che vivono sotto la costante minaccia di violenza, delazione, arresti arbitrari e rifiuto da parte della famiglia o della comunità.» - Sandrine dal Burkina Faso

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«Le mie più grandi paure come persona LGBT+ e come difensore dei diritti umani riguardano innanzitutto la mia incolumità fisica, la mia libertà e la libertà delle persone della mia comunità.

Dopo gli eventi che ho vissuto personalmente, tra cui perquisizioni in casa mia, pressioni esercitate sulla mia famiglia e problemi riscontrati con le forze di sicurezza, temo di essere arrestato arbitrariamente, detenuto o sottoposto a violenze a causa della mia vera identità o del mio impegno nella comunità.

Un'altra grande preoccupazione è la scomparsa di membri della nostra comunità. Diverse persone LGBT+ sono scomparse in circostanze inquietanti e ancora non sappiamo che fine abbiano fatto. Questa situazione alimenta un clima di costante paura e costringe molte persone a vivere nella clandestinità o a limitare i propri spostamenti.» - Angels dal Burkina Faso

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Desidero solo una cosa: vivere in pace. Voglio svegliarmi senza avere un nodo allo stomaco, uscire e comprare qualcosa senza la paura di essere emarginato, insultato, ridicolizzato o persino aggredito». - Anonimə dal Burkina Faso

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«La mia speranza è quella di vedere un Burkina Faso in cui le persone LGBTQI+ possano vivere al sicuro, senza il timore di arresti, violenze o discriminazioni. Spero che i diritti fondamentali di ogni persona siano rispettati, a prescindere dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere, e che le persone LGBTQI+ abbiano pari accesso alla giustizia, all'assistenza sanitaria, al lavoro e alla tutela dello Stato.

Spero anche in un cambiamento di mentalità, che favorisca una maggiore tolleranza, rispetto e dignità per tutti e tutte.» - Sandrine dal Burkina Faso

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«Oggi in Burkina Faso, la speranza principale per il futuro delle persone LGBT+ è innanzitutto la possibilità di vivere in sicurezza. Con la recente criminalizzazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso e della "promozione" dei diritti LGBT+, la priorità è diventata evitare la violenza, gli arresti e la paura quotidiana.

In molti sperano anche che, sebbene il quadro giuridico sia attualmente rigido, questo possa evolversi a lungo termine verso un maggiore rispetto della dignità umana e della riservatezza, affinché nessuno venga perseguitato per ciò che è nella propria vita privata.

Un'altra speranza, spesso discreta ma importante, è la riduzione dello stigma sociale. Anche nei contesti in cui la legge non cambia rapidamente, gli atteggiamenti possono evolversi gradualmente nel tempo, soprattutto attraverso l'educazione, il dialogo e una migliore comprensione dei diritti umani.

Infine, c'è chi spera che in futuro l'assistenza sanitaria, la protezione dalla violenza e l'accesso ai servizi essenziali possano essere garantiti a tutti e tutte, senza alcuna esclusione. Nel contesto attuale, queste speranze sono spesso espresse con cautela, poiché la situazione è delicata e può comportare rischi per le persone coinvolte.» – Angels dal Burkina Faso

Nel 2025 il Burkina Faso ha criminalizzato per la prima volta i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso. La legge prevede sia pene detentive che sanzioni pecuniarie, segnando una grave escalation nella repressione anti-LGBT+ all'interno del paese.

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Ciad

«Le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT+) in Ciad affrontano sfide legali e sociali significative; la legge penalizza l'omosessualità.


Le persone LGBT+ sono spesso percepite come una minaccia alla famiglia, al matrimonio e alla procreazione, il che porta a discriminazioni e violenze.

Sono escluse da circoli professionali, familiari e sociali e la loro integrità fisica e morale è sempre minacciata».
- Mahamat dal Ciad

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Spero di vedere un Ciad in cui regni l’uguaglianza per tutte e tutti e dove la mia comunità possa accedere alle cure senza discriminazioni».
- Mahamat dal Ciad

Il Ciad criminalizza le attività sessuali tra persone dello stesso sesso, sia tra uomini che tra donne. Le pene includono una pena massima di due anni di reclusione e una multa.

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Togo

«La situazione è molto difficile e viviamo tutti nella paura.

Mi spezza il cuore pensare che questo non possa mai finire. È doloroso sapere che noi persone LGBT+ dobbiamo soffrire per mano degli omofobi. Ho molta paura e vorrei poter andare via per vivere in pace altrove».
- Anonimə dal Togo


Quali sono le tue maggiori paure come persona LGBT+ o alleata nella tua comunità?


«La morte» - Anonimə dal Togo


Il Togo criminalizza i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, sia tra uomini che tra donne. Le pene includono una condanna massima di tre anni di carcere e una multa.

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Senegal

«Noi persone LGBT+ siamo esauste.

Qui in Senegal veniamo additate, chiamate un’abominazione a causa del nostro orientamento sessuale, cacciate dalle nostre case, disprezzate da chi ci circonda. Persino trovare lavoro è un’impresa, e la polizia ci bracca. Viviamo come criminali, costretti alla segretezza, senza poter nemmeno goderci la vita o amare liberamente. È davvero triste per noi.».
- DsD dal Senegal


Il Senegal criminalizza i rapporti sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso, sia maschili che femminili. Nel 2026, il governo ha approvato una nuova legge che raddoppia la pena detentiva massima, portandola da cinque a dieci anni, e criminalizza la "promozione" e il "finanziamento" delle attività LGBT+. Negli ultimi mesi, gli arresti e i procedimenti giudiziari sono aumentati vertiginosamente; le persone LGBT+ sono regolarmente vittime di discriminazioni, violenze e molestie.

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Mali

Quali sono le tue più grandi paure come persona LGBT+ o alleata della comunità?


«Andare in prigione o essere costretti al matrimonio.».
- Perry, dal Mali

Quali sono le tue speranze per il futuro dei diritti LGBT+ nel tuo paese?


«Minimo».
- Perry, dal Mali

Nel 2024, il governo militare del Mali ha criminalizzato per la prima volta i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso. La legge punisce anche la cosiddetta "promozione" dell'omosessualità, alimentando il timore di arresti, violenze e repressioni sia contro la comunità LGBT+, sia nei confronti di chi la sostiene.


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Gabon

«Come attivista LGBT+, temo che io o la mia famiglia possiamo essere aggrediti».  Anonimə dal Gabon


Nel 2020 il Gabon ha depenalizzato i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso, diventando uno dei pochi paesi dell'Africa subsahariana a compiere un passo simile. Oggi, a soli sei anni di distanza, un disegno di legge all'esame della Commissione Affari Costituzionali dell'Assemblea Nazionale rischia di criminalizzare nuovamente queste relazioni, prevedendo pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.000€).

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